Aldo Moro – CHE COSA ACCADREBBE IN ITALIA SE L’OPPOSIZIONE FOSSE CONDOTTA FINO IN FONDO?

Aldo Moro
Siamo stati unanimi in direzione […] nel dire no al governo di emergenza; nel dire no a una coalizione politica generale con il Partito comunista. […] vi è un atteggiamento unanime e netto della Democrazia cristiana, al punto che c’è da stupirsi che il Partito comunista abbia voluto chiedere una cosa che era scontato non potesse avere.
Questa è una cosa importante e dobbiamo ridirla in questo momento: è importante per ora ed è importante anche per dopo. C’è un dovere reciproco di lealtà, di far comprendere quali sono i limiti al di là dei quali noi non possiamo andare. Una intesa politica, che introduca il Partito comunista in piena so¬lidarietà politica con noi, non la riteniamo possibile anche se rispettiamo altri che la ritengono possibile in vista di un bene maggiore, come un accordo impegnativo di programma. Sappiamo che vi è in gioco un tema delicatissimo di politica esteta che sfioro appena. Vi sono posizioni che non sono solo nostre, ma riguardano anche altri paesi, altre opinioni pubbliche, con le quali siamo collegati. Quindi, dati di fatto obiettivi.
In Europa si registra diffidenza, in attesa di un ulteriore chia¬rimento sullo sviluppo delle cose. Sappiamo poi che sono in gioco, in presenza di una insufficiente esperienza, quel plurali¬smo e quella libertà che sono le cose più importanti del nostro patrimonio ideale che vogliamo ad ogni costo preservare.
Vi è la richiesta di qualcosa che vada al di là del programma concordato a sei; ebbene la direzione ne ha parlato in ter¬mini cauti, naturalmente lasciando un certo margine di in¬terpretazione. Si può immaginare cioè una convergenza sul programma, un programma arricchito, adeguato al momento che attraversiamo, una convergenza che si esprima — mi par di capire — con adesioni positive. Cioè, al sistema delle asten¬sioni, della non opposizione, si dovrebbe sostituire un sistema di adesioni.
So che vi è un passaggio difficile a questo punto, relativo al modo come si lega la concordia sul programma con l’adesione al governo. Credo che questo debba essere oggetto di atten¬ta considerazione nella direzione e nell’ulteriore lavoro, che, se voi consentirete, sarà svolto dalla delegazione. Ma si tratta appunto di queste cose, non di altre cose. Intesa, quindi, sul programma, che risponda alla emergenza reale che è nella no¬stra società. E questo consentitemi, pur nella mia sincera problematicità, di dirlo: io credo alla emergenza, io temo l’emergenza. Essa c’è sul terreno economico sociale. Noi possiamo anche dire che qualcuno ha interpretato troppo rapidamente una radunata di metalmeccanici, ma credo che tutti dovremmo essere preoccupati di certe possibili forme di impazienza e di rabbia, che potrebbero scatenarsi nel contesto sociale, di fronte a una situazione che ha bisogno di essere corretta, ma che ha bisogno di un certo tempo per diventare costruttiva.
C’è la crisi dell’ordine democratico, la crisi latente con alcune punte acute. Non guardate soltanto, amici, alle punte acute per quanto siano estremamente pungenti. Guardate alle forme endemiche, alle forme di anarchismo dilagante, cui forse ha dato il destro, per imprudenza, lo stesso Partito comunista, quando ha deciso di convogliare nella grande opposizione alla Democrazia cristiana le forze soprattutto le forze giovanili nel paese.
Io non temo le punte acute, ma temo il dato serpeggiante del rifiuto dell’autorità, della deformazione della libertà, che non sappia accettare né vincoli né solidarietà. Questo io temo, e penso che l’aiuto di altri ci possa giovare nel cercare di riparare questa crisi della nostra società.
Abbiamo quindi una emergenza economica e una emergenza politica. Io sento parlare di opposizione, del gioco della maggioranza e della opposizione. Sono in linea di principio pienamente d’accordo: nel nostro sistema, che è il migliore anche se limitato a un esiguo numero di stati privilegiati, questa idea di una maggioranza e di una opposizione intangibili e intercambiabili, mi pare cosa di grandissimo significato.
Ma immaginate cosa avverrebbe in Italia in questo momento storico se fosse condotta fino in fondo la logica della opposizione (da chiunque fosse condotta, da noi o da altri), se questo paese dalla passionalità intensa e dalle strutture fragili, fosse messo ogni giorno alla prova da una opposizione condotta fino in fondo? Ecco che cosa è l’emergenza ed ecco che cosa consiglia una sorta di tregua e suggerisce di riflettere su un modo accettabile per uscire da questa crisi.
Dal discorso all’assemblea dei gruppi parlamentari democristiani,
Roma, 28 febbraio 1978
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